Un musicista disquisisce in solitudine della sua professione e della sua vita. Bellezza, arte, amore lo circondano e tutto il sublime possibile sembra permeare la sua esistenza.
Eppure ben presto ci accorgiamo che in realtà la sua vita personale e professionale è solo sfiorata da tutto ciò, può solo lambirlo e la causa di tutto ciò è proprio quello stesso strumento musicale che dovrebbe consentirgli di esprimere il suo talento, il contrabbasso.
Enorme, goffo, invadente, così ingombrante da diventare al contempo causa e capro espiatorio di tutte le sue frustrazioni, che lentamente emergono in un crescendo delirante, nel quale il protagonista arriva ad ammettere di odiare il suo strumento e tutta la musica e finisce ben presto per confondere la realtà vissuta col vagheggiamento di un immaginario amore impossibile, quello per la giovane soprano Sarah, destinato a rimanere soltanto un miraggio; l’ennesimo capitolo irrisolto nel labirinto della mente di un uomo relegato al posto di osservatore e sognatore di tutto ciò che sarebbe stato possibile se solo il suo fastidioso e voluminoso contrabbasso non si fosse irrimediabilmente interposto tra lui e la vita.
Con leggerezza, eleganza ed ironia Paolo Hendel interpreta il bellissimo monologo di Süskind, percorrendo i tortuosi sentieri della mente del contrabbassista; al suo fianco un grande maestro del contrabbasso, come Gabriele Ragghianti e il pianista Tiziano Mealli daranno voce all’alter ego del protagonista, affidando alla musica tutto ciò che rimane impossibile esprimere con le parole.
Non si può non provare un’immediata simpatia nei confronti del contrabbassista di Süskind, personaggio profondamente umano con le sue frustrazioni, le sue debolezze, le sue tante amarezze e, dietro a tutto, la sua solitudine e il suo bisogno d’amore. Tutte le sue incontenibili idiosincrasie vanno a comporre con sottile, irresistibile ironia un godibilissimo gioco di contrastanti stati d’animo che ne arricchiscono il lato umano. È un grande piacere per me calarmi ogni volta nei suoi panni accanto a due straordinari musicisti come Gabriele Ragghianti e Tiziano Mealli.
Paolo Hendel
NOTE MUSICALI di Gabriele Ragghianti e Tiziano Mealli
Scelti fra i più belli e significativi del repertorio, i brani musicali fanno da contrappunto al testo di Suskind, ritmandone ed esaltandone la narrazione con linguaggi e stili differenti tra loro per epoca e carattere, in un accattivante intreccio tra note e parole d’autore.
Dal barocco al contemporaneo, ogni brano altro non è se non la voce del contrabbassista, destinato ad esprimere passioni e contraddizioni, deliri ed amori impossibili attraverso le vibrazioni del proprio imponente, onnipresente e a tratti quasi opprimente strumento, croce e delizia del contrabbassista.
In continuo dialogo con il narratore, la musica è parte di questo spettacolo che scorre tra narrazione e musica e conquista lo spettatore, coinvolgendolo nelle disavventure del protagonista fino a toccarne delicatamente l’anima.




