Lady Macbeth

Cosa accade togliendo a Macbeth i corpi dei protagonisti? Restano i fantasmi. E corpi di attori disposti a esserne posseduti, per dar voce agli spettri. Furia, sangue, incubi. Altro sangue. Notti insonni.
Mani che non si lavano nemmeno nell’Oceano. Anzi, oceani di sangue. Graffi. Sottili variazioni di luce. 
Un’armatura. Un trono. Una candela. Molti fiammiferi. Il vino? Finito. Resta solo feccia. E molti ricordi. Quanti ricordi. E rimpianti. Poteva andare davvero in un altro modo.

Se non avessimo incontrato tre anime bizzarre. Se non avessimo dato retta alla fame. Se non avessimo scritto quella lettera. Se lei non ci avesse infiammato. Se quel pugnale non mi fosse apparso.

Se quella porta non si fosse aperta. Se. Se. Se.

Crani spaccati. Cervelli che schizzano. Chiome insanguinate. Pareti fradice di orrore. Impossibile prendere sonno. Ma da svegli, non va molto meglio.

Questa è la cronaca di come le mani insanguinate di una donna possano costruire la più feroce stanza della tortura che sia mai stata creata e come quell’incubo possa trasformarsi in uno spaventoso gioco di specchi, nel quale non riesci più a capire cosa è vero e cosa riflesso, chi è Lei e chi è Lui.

SCHEDA SPETTACOLO

Genere:

Stagione teatrale:

Attori protagonisti:

Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Raffaella d’Avella, Giovanni Moschella

Autore:

Francesco Niccolini

Regia:

Vetrano e Randisi

Attori non protagonisti:

Durata:

Ripresa:

NO

Produzione:

Arca Azzurra

Note: