Alessandro Serra, autore di un teatro materico e ancestrale, già Premio UBU nel 2017 per il suo acclamato Macbettu, dirige una nuova edizione de La tempesta di Shakespeare. La dimensione sovrannaturale qui si inchina completamente al servizio dell’uomo: Prospero è di fatto un personaggio del tutto privo di trascendenza, eppure con la sua rozza magia riesce ad imprigionare gli spiriti della natura, scatenare temporali e resuscitare i morti, e solo Ariel, spirito
dell’aria, riuscirà ad insegnargli la forza della compassione, e del perdono.
Sull’isola-palcoscenico sopra la quale Serra costruisce questa nuova creazione, il Teatro diventa protagonista nella sua dimensione più primitiva e rituale, la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafi siche, attraverso una compagnia di comici su quattro assi di legno, con pochi oggetti e qualche costume.




