Definire Guardo Uomini, chiaro essere non in modo almeno razionalmente è, me, per mi in nulla i disegni: d’aiuto c’è suoi questa impossibilità! di naturalistico. possono piante: oggetti, paesaggi, Un grottesco che sfocia a volte in una scarna tragedia e a volte in una farsa misteriosa. L’incomprensibile mistero della vita?
Glauco Mauri

Note di Regia

Il Processo è un castello dai molteplici ingressi, principali e secondari, a volte custoditi da portieri zelanti, a volte invece, sembra non esserci neanche l’ombra di una porta. Ci si ritrova, d’improvviso, in questa o quest’altra stanza, scantinato, scala, piazzale, cattedrale, ma non si sa esattamente come si è arrivati sin lì. Non esistono strade principali a scorrimento veloce, dove l’orizzonte si staglia nitido davanti agli occhi, ma soltanto strade strette e cunicoli, vicoli ciechi, affatto semplici da percorrere, e che sempre, ben nascondono l’ingresso che c’è dietro l’angolo successivo. Accade insomma, che ad un tratto, senza averlo voluto o compreso, senzasapere bene come, ti ritrovi davanti ad una soglia che sei costretto a varcare, e basta. Questo è quanto accade al lettore del romanzo di Kafka, e questo è quanto accade al protagonista, Josef K. Il memorabile personaggio kafkiano, non comprende gli enigmi (dire l’enigma sarebbe troppo riduttivo) con i quali i cieli si proteggono. Pretende mandati d’arresto, atti d’accusa, documenti, sentenze, carta scritta, non capisce, non riesce proprio a capire, che al di fuori degli enigmi non esiste che la scrittura priva di significato, inutile, in una parola, desacralizzata; non comprende che stare dentro l’enigma, ed interrogarlo all’infinito, è l’unica via d’uscita possibile, è esattamente lì, in quel luogo, in quella sospensione, che risiede il senso. Nel Processo, il “losco”, è stato accolto nella Legge, ed ha raggiunto un valore metafisico: queste guardie, questi funzionari, queste prostitute, questi pittori, questi avvocati, questi boia sono segni di altro. Il sacro si è degradato, ha alzato la sua tenda nell’infame e nell’infimo, ed allora il protagonista non può che rifugiarsi nei sottosuoli, nei vicoli ciechi appunto, nella speranza che in quegli abissi, in quel sordido, ad un tratto, la tenda, che chiude gli occhi, che non permette di vedere, se non ombre, si squarci e lasci così spazio ad un poco di luce, solo quella che serve per non continuare ad inciampare.
Andrea Baracco

Note sulla drammaturgia

Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato.
Inizia così la storia del Processo di Kafka: con un’ingiustizia crudelmente ironica (essere arrestati senza aver compiuto nulla di male) e un mistero che non troverà mai soluzione (chi e perché avrebbe calunniato Josef K.?). Ironia e mistero continuano, nel corso di tutta la storia, a fondersi e trasformarsi l’una nell’altro, creando un labirinto di illusioni e scoperte da cui è impossibile, tanto per K. quanto per il lettore, uscire indenni e innocenti. A Josef K., come a tutti noi, è concesso solo questo: fare esperienza del mistero, della violenza, dell’altro, di se stessi, e infine arrendersi, nella certezza che dietro gli angoli del labirinto non esistono via d’uscita e senso, ma solo dubbio.
Trasformare in teatro una materia come Il Processo significa non cedere alla tentazione di piegarne la natura magmatica, e di cristallizzare sulla scena la struttura del racconto. Come in un girone infernale, la storia si ripete, e l’attesa della punizione diventa la punizione stessa. I salti irrazionali da un quadro all’altro, le ricorrenze tematiche, i personaggi obliqui e inquietanti, segneranno il viaggio di Josef K. e la sua ricerca disperata, ma tutta interiore, per comprendere la propria colpa, la natura della legge e, in definitiva, la propria stessa natura.
Letizia Russo

SCHEDA SPETTACOLO

Genere:

Stagione teatrale:

Attori protagonisti:

Autore:

Franz Kafka

Regia:

Andrea Baracco

Attori non protagonisti:

Durata:

Ripresa:

NO

Produzione:

Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana

Note: