L’isola degli idealisti

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Sull’isola della Ginestra, un piccolo scoglio verde al centro di un lago, si trova la villa della famiglia Reffi, composta dal padre Antonio, medico otorino dall’ironia affilata, e dai suoi due figli. Carla, la maggiore, si dedica alla scrittura tra le frecciatine del genitore. Celestino, il minore, è diventato medico per esaudire le preghiere del padre ma preferisce rivolgere il suo intuito alla matematica. Completano il gruppo i cugini spiantati Vittorio e Jole, che ripagano l’ospitalità occupandosi della conduzione familiare. La vita sull’isola scorre tranquilla fino a quando sulle sue rive non capitano due ladri d’albergo in fuga dalla polizia: Guido, giocatore d’azzardo con la passione per la pittura e Beatrice, bella, sfacciata e fatale. L’arrivo dei due latitanti e le loro rivelazioni incrinano il mondo perfetto dei Reffi, che si ritrovano l’uno contro l’altro di fronte a un dubbio morale: denunciare i due ospiti o dare loro una possibilità di riscatto? È l’inizio di un vortice di tensione che sconvolge la quiete dell’isola e gli animi dei suoi abitanti, che tra amori impossibili, fughe, bugie e invidie dovranno fare i conti con la loro più vera natura.
Un libro perduto durante la Seconda guerra mondiale e ritrovato nell’archivio di famiglia, un romanzo inedito nello stile del migliore Scerbanenco: tagliente, ironico, sensuale.

Note di regia
Un romanzo inedito perduto durante la seconda guerra mondiale viene ritrovato nell’archivio della famiglia Scerbanenco e pubblicato da ‘La nave di Teseo’ nel luglio 2018.
Torna così alla luce un bellissimo racconto del maestro del noir all’italiana.
Siamo negli anni ‘30 e sull’isola della Ginestra, poco più di uno scoglio al centro di un lago lombardo non precisamente identificato ma non troppo lontano da Milano, sorge la villa della famiglia Reffi, il padre Antonio con i figli Carla e Celestino.
La famiglia non ha preoccupazioni economiche. Al ‘Ginestrin’, come è abitualmente chiamato l’isolotto dalla gente del posto, ognuno è libero di passare la sua giornata come meglio crede, coltivando i propri interessi e le proprie passioni. Carla scrive romanzi e Celestino coltiva lo studio della matematica. Come dice Antonio “è una terra questa, rarissima, senza avvenimenti. Si vive soltanto, e questo è già molto.”
Ma il trascorrere uguale di questo tempo so- speso viene interrotto dall’approdo sull’isola di una coppia di ladri d’albergo in fuga dalla polizia: Guido, piccolo malavitoso milanese e la sua compagna Beatrice, bellezza triestina sfacciata e fatale.
L’arrivo notturno e inaspettato dei due ricercati su una piccola barca in balia del lago in tempesta, incrina la vita regolare della famiglia Reffi che si trova a confrontarsi con un dubbio morale: denunciare i due ospiti oppure offrire loro una possibilità di riscatto?
Inizia così un impervio percorso di ‘redenzione’, a tratti paradossale e comico a tratti crudele e intensamente emotivo, da cui ogni personaggio, vincitore o sconfitto, uscirà profondamente trasformato. Mi hanno colpito molto le atmosfere di questa storia, la suggestione del luogo in cui è ambientata e la qualità fortemente teatrale dei personaggi e dei conflitti umani che i loro diversi caratteri mettono in campo. L’isola della Ginestra, con la sua claustrofobica sospensione tra acqua e cielo, è un perfetto luogo della mente, e ho trovato inevitabile il paragone con uno di quei ‘laboratori sperimentali di relazioni umane’ tipici del teatro di Marivaux. Anche nel caso dell’autore francese si tratta spesso di piccole isole sperdute in un mare non identificabile geograficamente, in cui un ristretto numero di prototipi umani sperimentano, in una astratta separazione dal mondo, il ribaltamento totale della propria condizione sociale e delle proprie naturali inclinazioni. Questi elementi, uniti alla fitta presenza di situazioni già vivacemente dialogate nel romanzo, mi hanno incoraggiato a tentare un adattamento della vicenda per il palcoscenico, che potesse non solo rendere merito alla bellezza della storia, ma anche valorizzare la tridimensionalità psicologica dei personaggi e la forte teatralità di cui sono permeate le situazioni e i conflitti di cui sono protagonisti. Il progetto scenografico prevede uno spazio aperto con alcune porzioni sollevate su elementi praticabili, che nel suo insieme possa evocare la dimensione sospesa dell’isola tra lago e cielo.
Massimo Navone


SCHEDA SPETTACOLO

Genere:

Stagione teatrale:

Attori protagonisti:

Pino Quartullo

Autore:

Giorgio Scerbanenco

Regia:

Massimo Navone

Attori non protagonisti:

Giusto Cucchiarini, Gianmaria Martini, Marzia Postogna, Antonio Veneziano, Anna Godina

Durata:

Ripresa:

NO

Produzione:

La Contrada - Teatro Stabile di Trieste

Note: