A proposito di gatti

“Un bel gatto: forte, dolce e vezzoso
Passeggia nel mio cervello
Come a casa sua”
Così inizia una celebre poesia di Charles Baudelaire dedicata al felino più amato dalla letteratura.

Da qui prende spunto l’idea di Umberto Orsini e Paolo Di Paolo di lavorare su uno spettacolo teatrale dove al centro c’è uno degli animali insieme più familiari e misteriosi. Presente fin dall’antichità nell’immaginario umano, fra mito e spiritualità, il gatto è sempre stato al centro
dell’immaginazione degli scrittori. Si presta alle storie come un protagonista silenzioso e sfuggente, o come una comparsa illuminante e ambigua, un compagno di viaggio astuto e perfino ironico. Dal Sonetto per i miei gatti di Torquato Tasso a T.S. Eliot l’intera storia della letteratura è segnata da zampe feline che percorrono ogni pista. Quella del giallo o del “gotico”, come in Edgar Allan Poe: gatti neri che corrono via lasciando scie di mistero. Quella dell’amicizia fra essere umano e “gatti molto speciali”, come li chiamava Doris Lessing, magari capaci di inventarsi una loro città, come accade in un racconto visionario di Murakami. Da Maupassant a Kipling, da Keats a Christina Rossetti, fino alla nostra Elsa Morante, un viaggio sorprendente fra gatti, gattini, gattacci e gattari accompagnato dalla colonna sonora dell’indimenticabile opera musicale “Cats”.
Umberto Orsini debutta nel 1957 con Il diario di Anna Frank diretto da Giorgio De Lullo, è poi in D’amore si muore e Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi, ne L’Arialda di Testori diretto da Luchino
Visconti, e diretto da Franco Zeffirelli in Chi ha paura di Virginia Woolf? di Albee. La sua carriera si svolge tra teatro, televisione e cinema (Nastro d’Argento per La caduta degli dei di Visconti). Negli anni
Ottanta/Novanta è direttore artistico del Teatro Eliseo. Da ricordare le interpretazioni pirandelliane (Non si sa come, Il piacere dell’onestà, Il giuoco delle parti) e I Masnadieri di Schiller. E’ Jago nell’Otello diretto
da Lavia e Willy Loman in Morte di un commesso viaggiatore diretto da Giancarlo Cobelli. In seguito collabora con l’ERT e dà il suo contributo a numerosi spettacoli come Copenaghen di Frayn diretto da
Avogadro, Il padre di Strindberg regia di Massimo Castri, Arturo Ui di Brecht diretto da Claudio Longhi.
Fonda poi una sua compagnia e produce e interpreta spettacoli come Il grande Inquisitore regia di Pietro Babina, Il giuoco delle parti, regia di Roberto Valerio, Il prezzo di Miller regia di Massimo Popolizio, Il
costruttore Soness di Ibsen diretto da Alessandro Serra. Nel 2019 riporta sulle scene italiane un suo spettacolo cult Il nipote di Wittgenstein.

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SCHEDA SPETTACOLO

Genere:

Stagione Teatrale:

Attori Protagonisti:

Umberto Orsini

Autore:

Umberto Orsini e Paolo Di Paolo

Regia:

Attori Non Protagonisti:

Durata:

Ripresa:

SI

Produzione:

Compagnia Orsini

Note: