«Chi non ha mai fallito in qualche campo, quell’uomo non può essere grande.
Il fallimento è la vera prova della grandezza.» Herman Melville
Il silenzio inspiegabile di Bartleby ci turba e ci accompagna da un secolo e mezzo: perché sulla sua scrivania
non batte mai il sole? da dove viene la sua divina povertà? perché non è possibile salvarlo? perché non
vuole essere salvato? Abituati all’idea di sviluppo e crescita senza limite con la quale siamo cresciuti,
Bartleby ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. In barba ai vincenti, ai
sorrisi a trentadue denti, agli eternamente promossi e ai trend di crescita. Come se lui, il povero Bartleby
simbolo della divina povertà, portasse sulle sue spalle il lutto per le titaniche e deliranti ansie di vittoria ed
espansione del nostro mondo. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?»
«Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.»




