Il silenzio grande

il silenzio grande

Dalla penna di Maurizio De Giovanni nasce Il Silenzio grande, commedia in due atti diretta da Alessandro Gassmann e presentata in anteprima al teatro Trianon Viviani, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia 2019.
Già insieme nella fortunata serie televisiva ambientata a Napoli (in cui recita anche Massimiliano Gallo, protagonista dello spettacolo in scena), De Giovanni e Gassmann si sono dati appuntamento anche sulle assi di un palcoscenico e il pubblico in sala ha dimostrato di
apprezzare molto il risultato finale. Il silenzio grande è un gioiello, un gioiello di famiglia di quelli che si tramandano di madre in figlia e che viene indossato solo per le grandi occasioni;
l’eleganza con cui vengono affrontati temi quali il rapporto padre/figlio e moglie/marito, ma anche il tempo che passa inesorabile travolgendo le anime dei protagonisti, è una carezza sul
volto dello spettatore che si lascia trasportare in quella casa, in quella stanza ordinata, ma polverosa dove si svolge tutta la storia. Protagonista assoluto della pièce teatrale è, infatti, lo studio dello scrittore, il pater familias, che lì trascorre tutte le sue giornate, immerso tra libri
ordinati maniacalmente secondo uno schema mentale tutto suo e dove l’unica persona autorizzata ad entrare ‘senza bussare’ è la fedele cameriera Bettina. Quel posto magico, che affaccia sul Vesuvio, accoglie, uno alla volta, moglie e figli: ognuno di loro ha qualcosa da dire e
anche da recriminare e ogni dialogo avvenuto tra quelle quattro mura diventa un modo per fare i conti con se stessi e con l’altro, quell’altro che li ha trascurati preferendo inventare storie
piuttosto che affrontare la realtà di una vita che corre e che si scontra con le difficoltà oggettive di due persone prima bimbi poi adolescenti e di una madre lasciata da sola ad affrontarne problemi e asperità.
Un silenzio grande, alimentato da tanti silenzi piccoli che messi uno accanto all’altro hanno formato un limite difficile da valicarsi. Eppure lui ci prova: tenta disperatamente di scusarsi con la
sua famiglia, di esprimere le sue ragioni, di far capire loro che tutto quello che ha fatto lo ha fatto per amore. Ma nessuno sembra ascoltarlo, nessuno sembra disposto a tendergli una mano e
farsi abbracciare, nessuno tranne Bettina. Ogni volta che uno dei componenti della sua famiglia lo lascia solo dopo avergli vomitato addosso tutto il suo odio, la fedele amica entra, ora con una
tazza di caffè, ora con uno straccio in mano millantando di dover pulire, ma sempre e solo per confortare quel suo datore di lavoro burbero sì, ma sensibile, che lei ha imparato a conoscere e a capire solo con un gesto o uno sguardo. I loro siparietti comici sono una ventata di aria fresca
che travolge la platea; Massimiliano Gallo e Monica Nappo deliziano con il loro botta e risposta sempre preciso, intessuto di quella punta di accento partenopeo calcato solo ove serve e mai
troppo orgogliosamente campanilista, perché non ci serve “la macchietta” per penetrare la loro anima. Il loro rapporto ventennale li ha resi complici e confidenti, quasi a far capire che rimarranno uniti e amici anche nella morte, senza sovrastrutture di sorta.
La situazione si rivela ben presto disperata e all’inizio del secondo atto tutto è già compiuto. I libri sono stati tirati giù dagli scaffali e chiusi in scatole di cartone, i debiti sono tanti e la casa
deve essere venduta. Ancora una volta sembra che la disperazione sia compagna solo per qualcuno, mentre per qualcun altro tutto ciò diventa libertà. Ancora una volta Stefania Rocca, Paola Senatore e Jacopo Sorbini, rispettivamente moglie e figli del protagonista, entrano
in quello studio ormai nudo e paiono alimentati da nuova vita da nuovo vigore da una rinnovata
in quello studio ormai nudo e paiono alimentati da nuova vita, da nuovo vigore, da una rinnovata
voglia di fare e disfare grazie al gruzzolo messo da parte. I tre interpretano superbamente le
caratteristiche di chi ha deciso di dire basta a anni di sofferenze e di “polvere”, anni di
incupimento e di atarassia con cui hanno imparato a convivere per non soccombere. Sono
talmente bravi che non si fa fatica a odiarli.
Eppure c’è sempre qualcosa che aleggia e che sottintende il non detto.
Basterebbe solo dar retta a quel ‘Sesto Senso’ di cui tutti siamo proverbialmente provvisti, ma
che non sempre siamo in grado di assecondare, per capire che niente è mai come sembra.

SCHEDA SPETTACOLO

Genere:

Stagione teatrale:

Attori protagonisti:

Massimiliano Gallo, Stefania Rocca, Monica Nappo

Autore:

Maurizio De Giovanni

Regia:

Alessandro Gassmann

Attori non protagonisti:

Durata:

Ripresa:

SI

Produzione:

Diana Or..i.s.

Note: