Mistero Buffo

Ugo Dighero rivisita in chiave personale “Il primo miracolo di Gesù bambino” e “La parpaja topola”, due popolarissimi racconti creati dalla vulcanica fantasia del nostro premio Nobel per la letteratura Dario Fo. Appartengono a quel meraviglioso contenitore denominato MISTERO BUFFO la cui ricorrente caratteristica più evidente è la scelta del linguaggio. Dario Fo, riprendendo la tradizione dei comici dell’arte, costretti dalla Controriforma a inventare un simil-francese, un quasi-spagnolo, un semi tedesco, per recitare nei paesi europei durante loro fuga dall’Italia, propone il suo gramelot personale, mescolando dialetti nordici, parole arcaiche e suoni onomatopieici.

Il linguaggio così inventato possiede una capacità comunicativa impressionate che riesce a toccare direttamente l’anima degli spettatori utilizzando l’ironia e l’iperbole come strumenti preferiti. “Il primo miracolo di Gesù bambino” è tratto da uno dei vangeli apocrifi e ci descrive un Sacra Famiglia di un’umanità inconsueta e toccante. “La parpaja topola”, tratta da un fablieux medioevale francese, propone, come accade nel film Forrest Gump, una efficacissima metafora sull’idiota. Giavanpetro, giovane capraio, riuscirà, con la sua semplicità, la sua tenerezza e la mente priva di malizie, a conquistare la ragazza più bella del paese nonostante le trappole che il mondo cinico pone sul suo cammino. Dighero ce ne propone una sua personale versione dando vita ad una vertiginosa galoppata teatrale in cui il moderno giullare deve riuscire ad interpretare tutti i personaggi delle vicende, visualizzare le ambientazioni e far percepire allo spettatore gli odori e le sonorità dei luoghi del racconto. Una splendida scommessa per un attore!

Quando il testo e l’attore si fondono in un’unità scenica si può sostenere di essere di fronte all’essenza del teatro. È quello che succede nella rappresentazione del Mistero Buffo, testo scritto e recitato magistralmente per la prima volta da Dario Fo nel 1969, nell’interpretazione di un ispiratissimo Ugo Dighero (…) che riesce a catalizzare sul palco l’attenzione del pubblico in maniera ininterrotta per l’intera durata dello spettacolo con il solo uso di parola e gesto, popolando il palco di un’abbondanza di personaggi ed elementi dinamici e vitali. (…) Dighero incarna in scena la narrazione quale forma verbale ed atletica, quando il racconto accelera e si fa sanguigno e fisico. Lo spettatore non può che rispondere con altrettanto trasporto e commozione.

Gabriele Benelli, Sipario

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SCHEDA SPETTACOLO

Genere:

Stagione Teatrale:

Attori Protagonisti:

Ugo Dighero

Autore:

Dario Fo

Regia:

Ugo Dighero

Attori Non Protagonisti:

Durata:

Ripresa:

SI

Produzione:

Teatro Nazionale Genova

Note: